
Era orgoglioso di loro, poteva fidarsi. Sapeva che l’avrebbero fatto, che avrebbero saziato gli affamati e fatto ridere chi piangeva. Era certo che avrebbero insegnato ad aprire gli occhi interiori, a passare dal regno della materia a quello di Dio. Era orgoglioso dei suoi discepoli, di quelli che un giorno sarebbero stati chiamati con il nome infame di ‘cristiani’ a causa sua. Per questo osò dire beati i poveri e i tristi. Beati perché stanno per arrivare i miei. Stiamo per arrivare noi.