Per chi dunque?

DA LOSPALOS, TIMOR EST – Domenica sono andato a Messa. Era in portoghese, per una folla che nemmeno capisce bene il tetun (lingua nazionale) e usa il fataluku. Per chi parlavano dunque quei preti? Mi ha colto il disagio e, preso dai miei pensieri, ragionavo. Qui la gente ha fame. Ho invitato a pranzo una ragazza, l’altro ieri, e pareva una belva. Calma sorella, le ho detto. Ma poi ho aggiunto: hai fatto colazione? No. Ieri hai cenato? No. Voi stessi date loro da mangiare, è un comando diretto di quel Vangelo che predichiamo. “Un sentiero scomodo, per questo abbiamo preferito far ritorno alle cattedrali, alle accademie, alle dignità. La comunità cristiana ha accumulato nel corso dei secoli monumenti di sapere, ha riempito immense biblioteche di opere, di trattazioni teologiche. Un immane lavoro, ma non ha giovato molto alla crescita o alla maturazione spirituale degli uomini e dei popoli. Se al posto delle “scuole” avessero costruito “case di cura o di accoglienza”, se accanto o prima dei “ministri dell’altare” avessero continuato a tener pronti e soprattutto impegnati i “ministri delle mense” la storia avrebbe forse preso un altro corso”. Poco ma sicuro. Soprattutto da queste parti.

Mt 14,13-21 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+14%2C13-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Non serve altro

Cit. Ortensio da Spinetoli, Io credo, La Meridiana