
Forse è una difesa inconscia, una sorta di sistema automatico. Tendiamo a non vedere, a non accorgerci, a restare assolutamente distaccati dalle situazioni drammatiche. Una sorta di distrazione istintiva che ci fa distogliere lo sguardo dalla sofferenza. Gesù dà uno scossone ai suoi. Tutti erano ammirati di lui, ma lui parla di tradimento, di fatica. Sembra dire “Sveglia ragazzi! Non è che se la vita va bene a voi, va bene a tutti”. Eppure quante volte, quante migliaia di volte, pur sapendo di questa o quella iniziativa concreta, semplice e reale di aiuto ai poveri, non molliamo una moneta nemmeno se la troviamo in terra. Abbiamo paura a parlare di questo argomento, a chiedere per chi ha bisogno. Il dio del nostro mondo è il denaro, e non possiamo pronunciare invano il suo nome. Lunedì, nella scuola dove insegno, proporremo ad ogni classe l’iniziativa “1$ al giorno”. Riusciranno i nostri alunni a raccogliere una moneta per classe al giorno? Ve lo diremo. Ciò che conta è che tutti noi adulti non abbiamo avuto paura di aprire gli occhi ai ragazzi, di fare loro capire che la qualità della vita dei loro coetanei è anche nelle loro mani. Il mondo cambierà quando la smetteremo di pensare che spetta agli altri cambiarlo. https://lalocandadellaparola.com/1-al-giorno/
Lc 9,43-45 mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.