Uscendo dall’acqua

Quando dovremo decidere noi, collocheremo questa festa d’estate. Celebrare il battesimo di Gesù all’indomani del Natale e dell’Epifania è perlomeno fuorviante perché ci rende naturale immaginare il battesimo di Gesù bambino, magari con i parenti e qualche invitato. Nulla di tutto ciò. Giovanni Battista immergeva (= battezzava) nel Giordano la gente desiderosa di cambiare vita. Gente che non conosceva ancora Gesù, che Giovanni stesso attendeva con fede: Viene dopo di me colui che è più forte di me, egli vi battezzerà in Spirito Santo. In questa pagina di Marco è narrato ciò che avvenne non appena Giovanni immerse Gesù nel Giordano. Uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». La Trinità è tutta lì, presente al Giordano. Gesù Figlio che esce dall’acqua. Lo Spirito che scende dal cielo. Il Padre che parla. La Trinità non si tiene nascosta anzi, si manifesta apertamente. E manifestazione, apparizione, si dice Epifania. Allora forse non è così male celebrare oggi il battesimo di Gesù nel Giordano.

Battesimo di Gesù Mc 1,7-11 Giovanni Battista proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

https://gofund.me/6baad839