Per loro, per lui

Non fate della casa del Padre mio un mercato. Non mercanteggiate la grazia di Dio, perché l’amore non ha prezzo e Dio è amore. Non illudetevi nemmeno un istante di poter acquistare la simpatia di Dio con rituali o sacrifici, perché non c’è nessun affetto che possa essere comprato né trattenuto. Non pensiate di poterci guadagnare qualcosa essendo più praticanti di altri: Dio vi ama indipendentemente, unilateralmente, incondizionatamente. Non occorre comprare la sua presenza in voi: lui è già lì, nel vostro cuore. Piuttosto fate sforzi per diventarne voi stessi consapevoli. È a questo che servono le religioni: divenire coscienti, almeno un poco, che Dio è in noi e noi in Lui. Tutto il resto, tutti gli altri sacrifici, fateli per i vostri fratelli. Fateli per Dio-in-loro.

Gv 2,13-25    Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.