Era inverno

Era inverno, e pare d’esserlo anche a noi. Era davvero inverno, ma è sempre inverno quando si fanno le domande e non si ascoltano le risposte. Si è come chi esce al freddo e aspetta solo di rientrare in casa. Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente, chiedono facendosi attorno a Gesù. Poi, quando ben risponde apertamente, si infuriano e lo vogliono lapidare. Volevano che placasse la loro incertezza, ma avevano già deciso come avrebbe dovuto farlo. Sarebbe stato più onesto dire confermaci che non sei il Cristo. Ma chi conosce se stesso? Chi di noi sa davvero quello che cerca?

Gv 10,22-31  Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». Allora raccolsero di nuovo pietre per lapidarlo.