
Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti. Ecco il Papa a Timor Est. Oggi avrà una lunga e intensa giornata a Dili. La gente lo attende da mesi, a dir la verità da prima del Covid che bloccò il viaggio programmato. “È anziano e non cammina, ma viene fin qui per noi”, mi scrivevano qualche giorno fa. È questa la forza che guarisce tutti, la forza dell’amore che non ti fa sentire dimenticato su un’isola ai confini del mondo. L’anziano successore di Pietro che va in uno dei più giovani stati del mondo. Giovane di fondazione (2002), giovane d’età (metà della popolazione è minorenne). Nel 1989 Giovanni Paolo II giunse a Timor, allora occupata dalla terribile dittatura indonesiana. “Quando lo vedemmo capimmo che la Chiesa non ci aveva dimenticato e che avrebbe lavorato per la nostra indipendenza”, mi diceva anni fa una suora, ai tempi adolescente. Oggi è il turno di Francesco, tra la folla di uno Stato che fatica a vedere un futuro. Che sia d’esempio a tutti, questo anziano apostolo dall’entusiasmo di un bambino. “Ti ho cercato ma non ti ho visto accanto al Papa”, mi ha scritto ingenuamente una ragazzina. Certo, sarebbe stato bello esserci. Ma un piccolo contributo per prepararsi all’incontro di oggi forse l’abbiamo dato.

Qualche mese fa abbiamo fatto avere a Papa Francesco il libro di meditazioni con fotografie di Timor scritto anni fa. Non abbiamo chiesto d’essere ricevuti, ma che lui potesse gustare con calma testi e immagini, per prepararsi all’incontro con quella gente.

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Lc 6,12-19 Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.