
Forse non era un problema solo di quella generazione. Siamo un po’ tutti così, sempre a lamentarci di tutto e del contrario di tutto. Papa Benedetto era un moralista e papa Francesco trascura i valori. La vita in città è stressante e quella in paese monotona. Cosa davvero vogliamo? Argomenti di lamento, ecco cosa vogliamo. Finché le cose non andranno bene, finché le persone saranno difettose, ci verrà più facile trovare scuse per non accettarle. Meglio non sciupare energie per cercare di piacere a chi troverà comunque motivi per non apprezzarci. Concentriamoci sul momento presente, sulla realtà che viviamo. Dio ci ama e ci stima immensamente e opera con noi in quella realtà, in quel momento. Persino mentre ci lamentiamo esattamente di ciò che stiamo vivendo. Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo, disse Giacobbe che si era addormentato in un posto deserto con una pietra come cuscino. Il Signore è in questo luogo, il Signore è in questo luogo. Ripetiamocelo in ogni circostanza e i nostri lamenti e quelli altrui svaniranno.
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Mt 11,16-19 Gesù disse alle folle:
«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.
Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».