Vitale

DILI, TIMOR EST   Dunque seguirti è questione di vita o di morte, Gesù, di smarrirsi o ritrovarsi. Seguirti è vitale, non è un’opzione. È vitale per noi stessi ma pure per gli altri. Nel senso che se non ti seguiamo, si perdono pure loro. Basta guardarsi attorno per capirlo. Se ti seguissimo davvero, se pensassimo come te, chi più sarebbe abbandonato a se stesso? Ma è difficile seguirti perché è difficile fidarsi di te. Poche storie: non dai immediata affidabilità. Perdonaci ma è così. Parli di croce, di dare la vita… Eppure prometti che chi ti segue farà in tempo a vederti. E nel frattempo gli altri vedono noi. Chissà cosa vedono, cosa pensano di te vedendoci. Meglio non saperlo. Meglio concentrarci sul seguire i tuoi passi.

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Mt 17,24-28 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».