Raccogliersi

DILI, TIMOR EST      Chi non raccoglie con me, disperde. Disperde forze e tempo, disperde e sciupa occasioni. Raccogliersi con Gesù è l’unica via. Ieri sera, davanti a casa, è passata una grande folla. Tutti raccolti per portare la statua della Madonnina nel rione del quartiere. Certo lo sappiamo, non è sufficiente, non deve fermarsi qui l’azione della Chiesa specialmente in un paese così povero, con enormi problemi sociali. Ma da qui si può partire, da questo raccoglimento si può ricostruire un popolo intero. Religiosità popolare non significa minore, significa di tutti. Quella fede che si manifesta con gesti religiosi partecipati da tutti perché appartengono a tutti. Ieri sera non si stava al balcone a veder passare monsignore. Di preti non ce n’era. Semplicemente si camminava con la Madonnina. Anni fa mi stupii della forte partecipazione della gente e Padre Luis mi disse: “Sei in un paese dove Dio esiste ancora ed è al centro. Buoni o cattivi, nessuno ne mette in discussione l’esistenza. Questo è un problema solo nostro”. Camminare, cantare, accendere candele, danzare. Solo se si è raccolti insieme si può. Diversamente ci si disperde, ognuno sdraiato sul divano nel suo appartamento, sprecando tempo col cellulare per poi lamentarsi di non trovare dieci minuti di raccoglimento in preghiera.

Lc 11,15-26 dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio, alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

DILEXI TE, Esortazione apostolica di Papa Leone XIV sull’amore per i poveri https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/apost_exhortations/documents/20251004-dilexi-te.html