Calma apparente

da DILI, TIMOR EST  Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo. Potremmo anche dire: il pane che io darò è la mia incarnazione per dare vita al mondo. Le nostre incarnazioni, le nostre vite sulla terra, non sempre le danno vita. C’è chi usa la propria incarnazione per dare morte. C’è chi dà vita solo a sé. C’è non fa un bel nulla e se ne muore così com’è nato. Il nostro pane quotidiano è l’incarnazione di Gesù. In altre parole: siamo convinti che saremo uomini e donne pienamente realizzati solo quando vivremo con lo stile di Gesù di Nazareth. Per questo ci nutriamo di Lui, cioè facciamo riferimento assoluto a Lui. Siamo in costante colloquio interiore con Lui, consegnamo a Lui ogni benché minima difficoltà e chiediamo che ci ispiri e ci guarisca il cuore. Lui solo ci mantiene in equilibrio perfetto, nella calma solo apparente della vita nella carne.

Gv 6,44-51   disse Gesù alla folla:
«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

https://buonodentrobuonofuori.com/come-aiutarci/ grazie del vostro sostegno!