Il segno

Quando qualcuno racconta qualcosa che ha vissuto personalmente, tutto cambia. Non possiamo dire di non credergli. L’unica cosa che potrebbe fermarci è la disonestà di chi parla, la sua incoerenza. Tommaso però, come tutti gli altri, diede la vita per aver detto “l’ho visto”. Ho visto il risorto, ho visto il segno dei chiodi. Vedere quei segni lo segnò come la croce segnò Gesù per sempre anche dopo la resurrezione. Gesù segna tutti quelli che lo incontrano. Con molti segni conferma la sua esistenza e la sua azione diretta nella nostra vita, ma noi dobbiamo essere al cenacolo, essere presenti a noi stessi e dargli il tempo di segnarci.

San Tommaso apostolo  Gv 20   Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».