Buona giornata

da Dili, Timor Est  Questa è la prima cosa che ho visto stamattina, andando a lavorare. Ero in auto, li ho salutati, ho chiesto loro cosa stessero cercando. Ho scattato questa foto per fare iniziare male la giornata anche a voi. Per lo meno spero che non vi siate ancora abituati a queste immagini, che purtroppo sono fin troppo diffuse. Ci si può abituare al male, ci si abitua a tutto. Non dobbiamo assuefarci al male, non dobbiamo alzare la soglia dell’udito per non sentire la sofferenza nostra o altrui. Non chiudiamo gli occhi per evitare di vedere. È pericoloso accettare tranquillamente l’esistenza di ingiustizie e colpe, camminare nel mondo tra sepolcri incalcinati scambiandoli per monumenti da guardare ad una certa distanza.(*)

Mt 23,27-32 Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri».

(*)👉🏽👉🏾 Ai tempi di Gesù, all’avvicinarsi della Pasqua si imbiancavano i sepolcri con calce per segnalarne la presenza ai pellegrini. Toccarli li avrebbe resi impuri, impedendo loro di partecipare alla Pasqua. Chiunque, nei campi, avrà toccato un uomo ucciso da un’arma o morto per cause naturali, o delle ossa umane, o un sepolcro, sarà impuro per sette giorni (Nm 19, 16).   Venivano imbiancati proprio perché erano pieni di ossa di morti e ogni marciume, non per abbellirli e fingere che non lo fossero. Probabilmente però questo candore aveva una sua bellezza che ne faceva dimenticare la ragione. Gesù, come sempre, usa una comune immagine per farsi comprendere più rapidamente dalla gente.