Il male

da Dili, Timor Est    Che bello vederti così forte, Gesù, che comandi al potere del male. Il tuo amore è la rovina del demonio. Sei venuto a rovinare il suo piano. La paura, le paure di ogni tipo che il serpente infonde nei nostri cuori, ecco il suo piano. Da quando nell’Eden ha sibilato il sospetto, suggerendo all’umanità innocente che Dio le nascondeva qualcosa facendo il doppio gioco. Da allora è tutto un sospettare, un temere di fidarsi, un cercare testimoni. Persino l’amore degli sposi dev’essere testimoniato perché la parola “ti amo” non basta più. Taci! tu ordini al demonio. Taci, smetti di impaurire gli uomini e le donne.   E come si sente, in questa terra da cui scrivo, come si sente che il sangue è ancora fresco, come si sente che non è mai stata fatta giustizia e solo un grande silenzio è calato. Qui il popolo lottava per l’indipendenza dall’occupante indonesiano, ma molti collaboravano in segreto col nemico. E si uccidevano tra loro. Lo sappiamo bene, noi italiani, come vanno queste cose. Poi si fa finta che sia passato tutto, ma la paura resta. E la paura genera bugie e muri di silenzio. Ovunque si vedono fantasmi, spiriti impuri da temere e placare. Perché secoli di oppressione hanno fatto dimenticare che abbiamo la dignità e la forza di comandare con autorità e allontanare il male del sospetto.

Lc 4,31-37 Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.