Lo strappo

da Dili, Timor Est   Il nuovo strappa il vecchio e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. Credo valga anche per gli intrecci dell’economia. La donna della foto tutti i pomeriggi alle cinque trasporta la sua attrezzatura, la legna, accende il fuoco e attende che si formi la brace. Poi cuoce dei piccoli spiedini chiamati “sate” che qui si vendono a 25 centesimi di dollaro. Così fan molti tutti i giorni, un po’ su tutte le strade. Davanti a lei, in foto, il supermercato cinese aperto di recente. Enorme, anonimo, sempre aperto. Sono gli strappi di una economia che viaggia a due velocità e forse anche di più. Con un litro di benzina che costa un dollaro e cinquanta e lo stipendio da centocinquanta dollari, dove si andrà? Eppure vivo con persone che cercano, sperano, ce la mettono tutta per andare avanti.

Lc 5,36-39   
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

Ho scoperto solo ieri sui social della morte delle famiglie Gianturco e Gallucci, precipitati con un aereo da turismo in Perù il primo agosto. Cristina era una nostra fedele quotidiana lettrice e col marito Paolo erano generosi sostenitori della nostra missione. Ora ci hanno lasciato, con i giovani figli Matteo e Pietro. È il momento di mettere in pratica ciò in cui crediamo, pur tra le lacrime. È il momento di credere che la comunione con loro può continuare nella reciproca preghiera dalla terra al cielo.

Dato che ero in contatto diretto solo con loro, non ho modo di raggiungere i parenti. Se qualcuno fosse in grado di darmi indicazioni gliene sarei grato.