
da Dili, Timor Leste Le parole di ammirazione non le udivi nemmeno, perché eri totalmente concentrato nella tua missione, nella tua disposizione a essere consegnato agli uomini, a non tradire mai l’amore incondizionato. I tuoi però non capivano le tue parole perché le altre, quelle di ammirazione, li distraevano. Non capivano perché non ti gustassi quel successo e ancor meno capivano cosa volevi dire parlando di passione. Avevano paura a farti domande su questo argomento. Avevano paura di capire, preferivano rimanere nell’ignoranza perché, come dicevamo ieri, se avessero fatto le domande giuste avrebbero dovuto ascoltarne la risposta. Abbiamo sempre paura di interrogarci su certi argomenti, abbiamo paura di parlarne con gli altri. Si va avanti da millenni a panem et circenses, a cellulare e gossip. Anche qui è un gran bazar di parate commemorative e negozi cinesi, mentre gli ospedali è come non ci fossero e la gente va avanti nella sua ignoranza, a curarsi i tumori con quattro erbe. Ma forse è più comodo per tutti. Dio suggerisce le domande giuste e svela a poco a poco le risposte. Ma noi forse abbiamo paura.
Lc 9,43-45 mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.
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