
da Dili, Timor Est Il capo si posa dove si può, dove c’è uno spazio per riposarsi un attimo. Questi sono due dei giovani muratori che stanno ampliando la nostra scuola. La sera gli accompagnavo io a casa, ma preferiscono dormire qui. Mi hanno detto che risparmiano tempo e soprattutto i 25 centesimi del pullman del mattino. Ce n’è molta di gente che non ha un posto dove posare il capo, che sceglie di posarlo dove ne ha la possibilità e si adatta alle situazioni della vita. Uno di loro mi diceva che in precedenza ha lavorato per tre anni nella cava di sabbia. Se qualche cliente arrivava, aveva una piccola percentuale. Altrimenti nulla. La vita è dura per tutti, anche per chi tutti i giorni si reca al lavoro con una bella auto e trova un bell’ufficio ad aspettarlo. Ciò che ci aiuta è sapere per chi lavoriamo, per chi fatichiamo e offriamo le nostre giornate. Vivere qualunque momento nel nome di Gesù trasforma il senso di ogni fatica. Seguimi.
Lc 9,57-62 mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».