Con lui sempre

da Dili, Timor Est    Qui essere italiani significa due cose: Papa e calcio. Sulla prima me la cavo, ma con la seconda è un disastro dato che mi interesso di calcio solo ai mondiali. Non si può essere tifosi soltanto un po’, così come non si può essere discepoli solo un pochino. Discepolo lo si è costantemente, altrimenti si è semplici simpatizzanti, credenti occasionali, osservatori a distanza. La pagina di oggi, al di là delle espressioni forti, ci chiede questo: Gesù è entrato nella nostra vita e ne fa parte realmente? Possiamo immaginare la nostra vita scorrere tranquillamente senza di lui, oppure senza di lui tutto cambierebbe? Il discepolo rinuncia ad avere delle parti della vita dove Gesù non entra. Il discepolo vive ogni cosa, anche le relazioni più importanti, alla presenza di Gesù. Anzi, più importanti sono le relazioni più importante è viverle in Gesù, secondo il suo modo di amare. Penso a Simon Pietro, con sua moglie e i bambini e la sua casetta sulla riva del lago di Galilea. Come visse la relazione con Gesù? Si divise il tempo e il cuore tra famiglia e Gesù? Fu un discepolo rubato alla famiglia o un papà rubato a Gesù? Il Vangelo racconta che Pietro portava in casa sua Gesù, tutta la sua famiglia era illuminata dalla presenza di Gesù. Essere discepoli non significa scartare qualcuno e preferirgli Gesù ma vivere ogni affetto attraverso gli occhi di Gesù, imparando da lui cosa significhi amare fino a dare la vita.

Lc 14,25-33 una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Oggi ricordiamo San Carlo Borromeo. Nato principe secondo il sangue, lo divenne nello spirito, usando tutti i suoi beni terreni per compiere opere d’amore ancora vive. Tutti, anche i ricchi, possono essere discepoli di Gesù se rinunciano a tutti i loro averi e ne fanno strumenti d’amore.