Ha ragione, Paolo. Non ce lo ricordiamo mai o, forse, non lo sappiamo proprio: siamo tempio di Dio. Dio abita in noi. In noi dunque vi è una parte che non appartiene a noi stessi, che è più grande di noi e che non conosciamo. Dio abita in tutti. È la sua forza luminosa che ci rialza da ogni caduta, che porta l’alba in ogni notte. https://youtu.be/lbNSaUTPcGU
È vero, c’è un che di imbarazzante, come un gioco vinto troppo facilmente. Quando con poco, forse con niente, fai per l’altro la differenza. Quando, rinunciando a caffè e sigaretta, l’altro mangia e non digiuna. Non è questo farsi amici disonestamente, diventare eroi senza sforzo? Ma così hai voluto tu, o Dio. Ci chiedi davvero poco, è da sciocchi non farlo.
Sapessimo rubare i segreti del mestiere ai volponi del commercio e degli affari. Riescono a pagare 0,60$ la ragazza bengalese che cuce una camicia da 30€. Danno 0,057$ all’ora al congolese che estrae a mani nude il coltan dei nostri cellulari. Fossimo anche noi così scaltri! Veloci ad intuire l’affare, coraggiosi nell’agire, incuranti dei rischi. Come Marta che, da Timor, mi ha inviato la sua foto chiedendo d’essere pubblicata qui. Sfacciata e dolce. Fossimo così, fossimo scaltri nel fare il bene. Non ci sarebbe più fame, non più solitudine, non più lamenti. Il vangelo sarebbe già realtà, il mondo già nuovo, la chiesa piena di giovani.
Dando per buoni i dati che ho letto, in Italia il 54% degli iscritti non giunge alla laurea; il 40% dell’acqua degli acquedotti si perde per strada; nel mondo il 14% del cibo prodotto va buttato (ogni italiano ne getta 36kg all’anno). Poi ci sono gli anti-lockdown, perché “tanto ormai di Covid si muore meno”. Ma se malata fosse tua madre? È una sola sì, è l’unica che hai. Nella parabola si perde solo una pecora su cento. Come la chiami? È una sola pecora o una pecora unica? È 1% o 1? Allora tutto cambia e la cerchi ad ogni costo.
Non ce la può fare ad essere discepolo, chi non lascia i suoi averi. E, leggendo tutta la pagina, capiamo che per averi si intende quel senso di possesso che proviamo per padre, madre, moglie, figli e persino la nostra vita. Gesù ci avvisa: se non vivete il rapporto con me in modo esplicito; se gli altri legami d’amore non sono dentro all’amore per me ma, viceversa, sono tenuti separati; se io sono il vostro segreto più bello anziché l’evidenza più forte, non riuscirete ad essere discepoli. Non riuscirete a tenere insieme due amori vissuti in concorrenza. Tutti i vostri più belli amori li dovete vivere davanti a me. Non nonostante me.
Eri così, anche il più maldestro dei passaggi con te era goal. Un’osservazione maliziosa, un convenevolo senza impegno, un entusiasmo mal contenuto, tutto era occasione di rilancio, di costruttivo dialogo. Beato chi mangerà nel regno di Dio, ti disse quell’uomo a tavola, e tu partisti con una parabola e quel pranzo divenne memorabile, trascritto nei secoli, predicato in tutto il mondo. Eri così. Tutto era per te un’opportunità di parola bella. Restituivi un significato anche a ciò che non l’aveva. E poi ci siamo noi, che ci offendiamo per così poco, perché abbiamo paura di non piacere. https://lalocandadellaparola.com/youtube-locanda/
E se fosse una scivolata divertente, come quella di un aereo che sfiora l’acqua e poi si rialza al cielo? Allora la morte sarebbe un ritorno alla base, a raccontare com’è andata l’esperienza nel mondo della materia. La vita sarebbe un gioco avventuroso, che ci mette alla prova e ci fa crescere. Un gioco vissuto insieme ad altri che, dopo averci insegnato a camminare, hanno preso il cielo prima di noi e là ci aspettano. https://youtu.be/3gsbKQpbYzs
È un’ironia un po’ facile ma ce la concediamo. Va’ a sederti all’ultimo posto, questo è uno dei versetti più rispettati dai cristiani che entrano in chiesa. O forse lo era. Ve li ricordate quei tempi, quando le chiese erano mezze vuote e davanti non c’era nessuno? C’è voluto il covid per occupare tutte le panche e farci piangere un po’, quando la Messa non si poteva fare. Ma ciò che conta è non cercare il primo posto nel mondo, sgomitando e scavalcando gli altri ad ogni costo. Ciò che conta non è dove si siede a tavola, ma che tutti una tavola ce l’abbiano.