Benedicendoli

Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Abbiamo tutti ancora viva quest’immagine di Papa Francesco, la sua ultima benedizione il giorno di Pasqua, prima di morire. La sua morte ci pare un’assunzione al Cielo o, se non altro, ci aiuta a vivere quella di Gesù Risorto che benedicendoli si staccò dai suoi. Che bello andarsene così, benedicendo. Quando il distacco avviene così, è tutto meno difficile. Ogni incontro dunque sia come fosse il primo, come fosse l’ultimo.

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ASCENSIONE   Lc 24,46-53 Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Entrò nella casa

FESTA DELLA VISITAZIONE    Maria si alzò e andò in fretta da Elisabetta, nella casa di Zaccaria. È venuto anche per me il momento di alzarmi e andare. Non in fretta, ma vado. Tornerò, ma per il momento vado. C’è una casa che mi aspetta a Dili, capitale di Timor Est. Una casa della Associazione https://buonodentrobuonofuori.com/ per farne sede delle sue attività in loco. Una casa da sistemare, da avviare, da pagare. Una casa che vuole essere il segno della nostra costante e permanente visita a quella gente, ultimo popolo visitato da Papa Francesco. Una casa nata dal sogno di giovani studenti timoresi che, grazie all’aiuto di molti, si sono ormai laureati e qualificati e desiderano insegnare ad altri. Partirò tra circa un mese e mi fermerò là quattro mesi. Poi tornerò a raccontare di persona, ma non cesserò di farlo quotidianamente da qui. I più esperti mi potranno seguire anche sui canali Instagram e Facebook della Associazione. Conto sulla vostra preghiera, la vostra amicizia e il vostro supporto. L’anima mia magnifica il Signore!

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VISITAZIONE di Maria a Elisabetta Lc 1    Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Vi vedrò

Non mi domanderete più nulla. Non avrete più domande, dubbi, questioni sospese. La vostra vita è piena di cose che non si capiscono, di punti interrogativi sempre in attesa. Vi vedrò di nuovo e non mi domanderete più nulla. Tutto vi si chiarirà. Ora invece siete come una donna in attesa del parto. Sa che il bimbo esiste ed è vivo, ma non l’ha ancora visto. Vivete nella fede certa della mia presenza accanto a voi, ma spesso non vi basta. Non temete: questa vostra tristezza si muterà in gioia.

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Gv 16,20-23   disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

Un poco ancora

Siamo intermittenti. Un po’ ti vediamo e subito dopo non ti vediamo più. Da quando sei risorto – e lo crediamo con tutto noi stessi! – da quando sei risorto è tutto un farsi vedere e poi sparire. Non che sia colpa tua Signore, ma devi ammettere che è difficile per noi mantenere il focus sulla tua invisibile ma reale presenza. Teniamo così tanto agli altri, al loro amore, che le forze vengono immediatamente convogliate nel farli contenti e nel risultar loro graditi. Loro, non tu, hanno la precedenza. Del resto tu stesso ci hai confuso le idee affermando che ciò che farete a loro sarà come fatto a me. Motivo in più per proporti: perché non farsi vedere? Magari un poco soltanto, un abbraccio al compleanno, uno solo. Se proprio non puoi andremo avanti così, un poco soli e un poco ancora sicuri che ci sei. Tu però manda il Consolatore a cambiare in gioia ogni tristezza.

Grazie! https://buonodentrobuonofuori.com/

Gv 16,16-20 disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete».
Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia»

Frutti

Quale sarebbe il peso delle molte cose che Gesù aveva ancora da dirci? Forse erano cose troppo difficili o noiose? Che peso era quello di cui Gesù parlava? Forse il peso del frutto sull’albero. Capita infatti che alcuni rami si spezzino piegati dal peso di troppi frutti non colti. Il frutto del messaggio di Gesù continua a rinnovarsi e va colto. Ad ogni stagione della storia e di ogni singola vita matura il frutto che può essere portato. Poi altri ne giungono. Ad ogni tempo il suo frutto. E il messaggio del vangelo si espande e cresce.

Gv 16   disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Dove vai?

Non lo chiediamo più, è troppo rischioso chiedere dove vai? Persino quando i figli escon di casa non osiamo domandare dove vai? Se poi rispondono sinceramente, ci tocca magari affrontare questioni difficili. Quo vadis, dove vai, diceva Pietro incontrando Gesù uscendo da Roma. E la leggenda continua narrando la risposta difficile: vado a Roma a dare la vita al posto tuo. Dove vai? chiediamo a noi stessi. Che direzione ha preso la tua vita, quale meta insegui? Nessuno mi domanda dove vai, dice Gesù. Nessuno ti domanda dove andiamo io e te? Sei tu la meta, tu la via, come la tua meta non  era un luogo ma il Padre. Sono gli altri la nostra meta. Dove vado? Da chi?

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Gv 16,5-11 disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

In te

Quanto sarebbero state vere queste parole, forse Gesù stesso non lo immaginava. Viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. Certamente si riferiva alle persecuzioni che lui stesso e i suoi avrebbero subìto dall’autorità religiosa ebraica. Poi però ci sarebbe stata quella romana, e poi ahimè quella della Chiesa stessa. Scomuniche, roghi, abiure forzate, guerre sante. Tutto sempre credendo di rendere culto a Dio. Gli elenchi dei “martiri della verità dottrinale” sono sempre da aggiornare, in ogni religione. E poi le pressioni psicologiche, le violenze alla coscienza, invisibili ma micidiali. La manipolazione in nome di Dio è sempre in agguato. Quel farti sentire in colpa, sottile come una lama, che ha guastato salute e serenità di migliaia di persone colpevoli solo di voler appartenere a Gesù. Sì perché gli altri, quelli a cui Gesù interessa meno, la scampano. Per loro la Santa Cena è un aperitivo, dove ci si serve liberamente di ciò che si gradisce, lasciando il resto. Chi invece vuole essere in piena Comunione con la Chiesa, chi vuole mangiare l’Agnello di Dio, é vulnerabile  all’abuso di potere, al ricatto di coscienza, e facilmente viene ferito a morte da chi lo perseguita credendo di rendere culto a Dio. Ma Gesù rassicura: lo Spirito vi darà testimonianza così che non abbiate a inciampare. Segui Gesù, ascolta la sua voce in te. Ascolta.

Gv 15 disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».

Con voi

Ci sarà un momento della vita in cui vi sentirete spersi e disorientati. La vostra testa vi dirà che sono vivo e risorto, ma rimarrà una nozione fredda, come scritta in un libro e non sul diario della vostra vita. Sarà il momento di dimostrare a voi stessi che mi amate e che dunque mi aspettate fedelmente pur senza vedermi. Allora scenderà in voi lo Spirito a ricordare ogni cosa, ogni momento di grazia, ad aprirvi gli occhi per vedere cosa sto operando adesso in voi. La pace, la mia pace, sarà in voi e mi affiderete tutto. Non abbiate paura, io sono con voi indipendentemente da ciò che avvertite, qualunque sia il sentimento che vivete.

Gv 14,23-29 Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

Diversi

Se vi sentite un po’ diversi dalla massa, se vi sembra d’essere pesci fuor d’acqua, non stupitevi. Questo senso di disagio, questa inquietudine che vi rende insoddisfatti, viene da me. Sono io infatti che vi ho pescato dal mondo e vi ho fatto miei discepoli. Per questo ora vi sentite stranieri, mai completamente accolti, mai del tutto uniformati. Non abbiate paura, non siete sbagliati. Sono io che vi ho infuso un gusto diverso, non di questo mondo. Ciò può portarvi  a soffrire e sentirvi soli, ma è parte della vostra missione in terra. Siete il sale, il gusto del mondo, il sapore che la gente cerca. Io sono con voi, tutti i giorni. Non abbiate paura. La gente ha bisogno di me, del Padre che mi ha mandato. Attraverso voi giungeranno a me.

Gb 15,18-21  disse Gesù ai suoi discepoli:
«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Dono

Il servo dà la vita per un padrone che non conosce per nome. L’amico dà la vita per l’amico e da lui la riceve. Perché amicizia è questo: darsi reciprocamente vita, vitalizzarsi a vicenda. Dunque mai spegnere, mai umiliare l’amico. Il servo non sa perché e per chi sta dando la sua vita. La sua è un’offerta obbligata, senza alternative. Ogni relazione colma di timore è schiavitù tossica, non amicizia viva. Dove c’è amore c’è dono gioioso.

Gv 5,12-17 disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».