
Chissà, forse qualcuno intuiva il momento giusto e le diceva “Raccontaci madre”. I suoi occhi allora si illuminavano mentre parlava, guardava lontano e pareva rivivere tutto, istante per istante. Forse fu in una di queste occasioni che, ormai anziana, le nacque in cuore questo canto mistico. Rileggeva così, dopo anni, l’esperienza sovrannaturale della sua maternità di quella di Elisabetta.
Lc 1 Magnificat http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+1%2C46-55&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Chissà se la trovò subito, questa città di Nazaret, l’angelo Gabriele. Sulle mappe di allora non esisteva. Mai una volta citata in tutta la Bibbia, compare per la prima volta qui. Ai tempi una città di nemmeno cento casette. Eppure tra queste c’era la sua.
Concepì per sbaglio, ubriaca, nei bagni di una discoteca. Individuato il padre, dichiarò di amarlo e iniziò a pubblicare su Facebook, di mese in mese, le foto della sua pancia con tanto di tatuaggi in espansione. Fatto vero. Elisabetta invece, accortasi della gravidanza, non uscì di casa per cinque mesi. Diversamente della nostra amica, non voleva pubblicare la cosa. Che nessuno rompesse l’incanto tra lei, Zaccaria e Dio. Fu Maria che, al sesto mese, la raggiunse in fretta e le raccontò della propria gravidanza. All’udirla, Elisabetta capì che era ora di uscire di casa e manifestarsi a tutti.
No, non era il primo uomo, il primitivo. Adamo non esistette. Adamo esiste: sei tu. Ogni uomo e ogni donna ripetono in sé la storia di Adamo ed Eva. Come Adamo si addormenta nell’Eden, scoraggiato e triste perché non ha una compagna, così Giuseppe cade nel sonno sentendosi costretto a lasciare Maria. E come al risveglio Adamo trovò Eva, Giuseppe destatosi accolse con sé la sua sposa Maria. Perché Dio ti trova sempre una soluzione, ma tu la vedi se ti addormenti e lasci la presa.
Tu chi sei? – gli chiesero – e lui iniziò ad elencare chi non era. E questo riesce bene anche a noi, che vorremmo sempre esser diversi e ci lamentiamo di non essere come questo o come quello. Poi però lo disse. Disse chi era: Io sono voce nel deserto. Si conosceva bene dunque. La sua ‘mission’ gli era chiara. Poi aggiunse: In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete. Lo disse forse anche per noi, che non sappiamo bene chi ci sia in mezzo a noi, nel centro di noi stessi, laggiù nel profondo del nostro animo.
È sempre meglio specificare. A scuola si deve insegnare a scrivere, ma non sui muri! Così come dobbiamo educare alla libertà, ma non a quella di fare il male. C’è però chi si sente liberissimo di far degli altri ciò che vuole. È bene ricordarsi che non siamo stati incaricati di far passare agli altri il purgatorio, bensì di dar loro prova che esiste il paradiso.
Lo si impara nel nido, lo si respira in casa da bambini. Questo stile del lamento ad ogni costo, del frignare comunque vada. E la vita non va mai bene, la stagione in corso è sempre quella sbagliata e la persona che hai di fronte non ti piace. Mai. E critichi tutto e il contrario di tutto senza mai chiederti se davvero possa il mondo esser così sbagliato. Senza mai cercare in te il vero problema.
Eh sì, ci vuole un po’ di grinta. Altrimenti ci passa via la vita e non cresciamo. I libri restano non letti e i bei discorsi non conclusi, i cambiamenti auspicati e i passi mai compiuti. Sono i decisi, i risoluti, i violenti, a scoprire il regno di Dio e a diventarne padroni. Sapranno padroneggiare la giornata e la vita e non ne saranno travolti, perché non perderanno il regno di Dio, non cesseranno di veder le cose dal suo punto di vista.