
Prima di andare a dormire, questa ragazzina di Timor ha voluto farsi una foto col suo orsacchiotto e ‘postarla’ su facebook. Se domani ci dicesse che l’ha perso, non vi si stringerebbe (ulteriormente) il cuore? E Dio non è libero di commuoversi per chi ha sbagliato, come un pastore in cerca della pecora? La prenderà forse a calci perché si è smarrita? Ci ha indispettito leggere che questa ragazzina probabilmente ha un cellulare (da 10 dollari)? E altrettanto fastidio ci ha dato vedere dove dorme?
Ma che domande simpatiche… Come se avessero potuto scegliere tra due cose possibili, di cui una più facile dell’altra. Noi forse saremmo stati più brutali: “Se nemmeno sai perdonare, come puoi pretendere di compiere un miracolo?”. O forse l’opposto: “Se manco fai un miracolo, come puoi perdonare?”. Ma dunque cosa è più facile? Cosa so fare?

Non è a calci che un pastore raduna le pecore e non è con l’asprezza che chi è triste si rianima. Non sentiamo il bisogno di rimproveri ma di comprensione. Cerchiamo qualcuno che ci guarisca da ogni malattia e infermità della vita. Per rimettere di nuovo le ali e sorridere.
Tra persone “ci sono sempre porte non chiuse. Bisogna cercare le porte che sono almeno un po’ aperte, entrare e parlare delle cose che sono comuni e andare avanti, passo a passo. La pace è artigianale: si fa ogni giorno. Anche l’amicizia fra le persone, la conoscenza mutua, la stima, sono artigianali. Si costruiscono tutti i giorni” (Papa Francesco). E Dio, finalmente, trovò una bambina che aveva lasciato la porta aperta. Il suo nome era Miriam di Nazareth. Giorno per giorno, artigianalmente, costruirono una bellissima relazione di amore, stima e conoscenza. La porta non si chiuse mai. Rallègrati Maria, porta del Cielo!
È tempo perso discutere sul loro arrivo, perché è cosa certa. Prima o poi, pioggia, fiumi e venti si abbatteranno sulla casa. Su ogni casa, su ogni persona. Il momento delle correnti avverse arriva per tutti a svelare la profondità delle fondamenta. Finché tutto va bene, anche un castello di sabbia resta in piedi.
Forse non si divide in buoni o cattivi, credenti e non. Il mondo è pieno di gente bisognosa e si divide in chi la rimanda a casa e chi la fa sedere, in chi sfama e chi lascia digiuni, in chi fa davvero qualcosa e chi dice che non gli compete. Ma davanti a chi ha bisogno, l’ufficio competente sei sempre tu!



