E se fosse vero – e lo è – che con una convinzione piena di fede abbiamo il potere di fare miracoli e modificare la realtà? Questo potere non funziona solo quando ne siamo consapevoli ma opera costantemente in modo inconscio. Osservando dunque ciò che ci accade, potremmo conoscere e portare alla luce i desideri segreti nascosti persino a noi stessi. Chissà, forse avremmo tante sorprese! Spesso infatti dichiariamo a parole di detestare alcune cose, ma nel profondo ci conviviamo piuttosto bene anzi, non sapremmo starne senza. Ed esse dunque ci continuano ad accadere.
I primi e gli ultimi
Chissà come andò il giorno dopo. Se davvero i primi furono ultimi e gli ultimi i primi. Se quelli che lavorarono sin dall’alba sopportando il peso della giornata e il caldo, pareggiarono i conti presentandosi apposta per ultimi. E chissà se gli ultimi, che avevano ricevuto quanto i primi, vollero ripagare il dono lavorando un’intera giornata. Chissà se vinse la sete di rivalsa o l’esempio di generosità.
A suo tempo
A tirar l’erba, non cresce più in fretta. È la pazienza la virtù del contadino. Così con le persone. Ogni educatore sa che non basta ascoltare per capire né guardare per vedere. Come un seme, ognuno sta vivendo la sua stagione. A suo tempo crescerà.
Ti manca la realtà
Finchè non lo bevi nella foresta, con tanto di cannuccia naturale, per te il cocco avrà sempre un sapore diverso dal vero. Ti manca il caldo, la sete, la polvere, il miracolo di quest’acqua dolce che sa di legno. Ti manca la realtà. Così chi sceglie una vita religiosa rischia di estraniarsi e deve saperlo. Può giungere infatti a considerare la religione una fonte di guadagno dimenticando che il resto del mondo il piatto se lo riempie lavorando.
Unità
Era il primo giorno di leva. “Tenente – disse il capitano – uniformi questi signori”. Di lì a 4 ore facevamo fatica a distinguerci l’uno dall’altro. Attenzione però – dice san Paolo – non confondiamo uniformare ed unire. L’unità è data da persone diverse, ciascuna secondo la misura del dono ricevuto. Come un coro che unisce diverse voci. Ogni volta che si confonde l’unità con l’identico modo di vestire, di mangiare, di arredare casa o addirittura di pregare e celebrare, si esce dalla Chiesa di Gesù e si entra in un esercito. “Sì Signore” non si scrive ‘sissignore’.
S.Matteo Apostolo Evangelista Ef 4,1-7.11-13 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Ef+4%2C1-7.11-13&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
“Gli esseri umani, per quanto siano diversi gli uni dagli altri, sono stati creati per vivere insieme…. perché ognuno ha la sua storia da raccontare”. -clicca e leggi- http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/audiences/2017/documents/papa-francesco_20170920_udienza-generale.html
La danza delle età
Forse di noi direbbe che siamo una generazione simile a diverse età che cercano di danzare insieme. Alcune parti di noi sono completamente bambine, bisognose solo di gioco spensierato. Altre sognano ad occhi aperti, immerse in una costante adolescenza che le porta in una realtà parallela. Altre parti ancora sono ormai dei vecchietti che vivono di nostalgie, disillusi e pessimisti. E intanto la parte matura di noi continua a lavorare, come un bue sotto il sole che si ferma solo quando scoppia. Riusciranno tutte queste parti ad aspettarsi e a crescere insieme?
Donne e mariti
Non vogliamo sapere chi decise i cambiamenti e crediamo davvero che prese le giuste scelte per il suo tempo. Ma noi ora clicchiamo il link qui sotto e rileggiamo con attenzione le indicazioni di San Paolo. Perché è diventato tutto così diverso? Tutto così maledettamente separato nel sesso e nei ruoli. Quando la Chiesa chiedeva che vescovi e diaconi fossero bravi mariti e padri. Quando essere donna era già di per sè un incarico ecclesiale. Ecco la vera Chiesa di un tempo! Altro che Messa in latino…
Più libero
Abbandonò d’improvviso le abitudini e le rigidità imposte da una vita e si scoprì libero di fare dei passi in avanti. Dapprima cercò di accostarlo alla vecchia maniera, inviando alcuni anziani a pregarlo di venire da lui. Una falsa riverenza che nasconde un ordine: tu devi venire da me! Poi cambiò tono e parlò da cuore a cuore: Non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola. E accadde.
Inconsapevoli
Come ad un banchetto, siamo stati serviti. Tutto abbiamo ricevuto, siamo stati perdonati ed accettati settanta volte sette ed anche più. Non abbiamo nemmeno la lontana idea di quanti hanno portato pazienza con noi, di quanto amore sia stato riversato nella nostra vita dagli altri. Sappiamo di esserne inconsapevoli, ma non vogliamo essere ingrati. La gratitudine sarà la nostra risposta.
Sotto il fiume
Fino alla roccia, fino all’anima che è Dio in te. Più profondo della psiche, sotto il fiume dell’inconscio. Lì devi andare per capire e decidere. Allora ogni tua scelta resisterà alle piene dei giudizi e dei pareri di chi ha la passione di consigliarti ma non ti conosce.