Non vedevano l’ora

screenshot_2016-11-21-20-42-212.jpg.jpegAveva bellamente affermato che di quel mastodontico tempio non sarebbe restata una sola pietra sopra un’altra. Escludendo i grandi muri di contenimento, tuttora in piedi, possiamo dargliela buona: il tempio di Gerusalemme fu effettivamente raso al suolo nel 70 d.C., dai Romani. I discepoli gli avevano chiesto ansiosi quando sarebbero accadute queste cose e quale sarebbe stato il segno di preavviso. In realtà però, non è affatto scritto che fossero preoccupati. Forse invece volevano conoscere tempi e sintomi del crollo di quel muffo regime religioso di casta perché non vedevano l’ora che finisse. Forse avevano un tale desiderio della libertà della fede, che avrebbero benedetto persino l’imperatore Tito, se avesse contribuito a far cessare il carnevale delle vesti sacerdotali e dei primi posti, per dare spazio al regno di Dio di cui parlava Gesù.

Lc 21, 5-11  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+21%2C+5-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

foto: Steerpike.  Roma, Arco di Tito, saccheggio di Gerusalemme.

Sapendo d’esserlo

dscf9261Non bastava la fatica che lui stesso aveva fatto per dire a se stesso chi fosse, per accettare lui stesso la propria identità di Messia? Evidentemente no, non bastava. Ci voleva anche il coretto. L’aveva accompagnato tutta la vita, sin dal deserto delle tentazioni, e la musica era sempre quella: Se tu sei… Ora, sotto la croce, ancora lo ripetevano: Se sei il Cristo, scendi! Se sei il re, salvati! E lui non perdeva tempo ad argomentare con loro, ad affannarsi nel dimostrar d’aver ragione a dire d’essere il re. Inutile forzare le cose, a tirar l’erba non cresce più in fretta. Lui conosceva se stesso, era consapevole di sé e non gli occorreva saperlo dagli altri. E il re se ne morì così, sapendo di esserlo, sfottuto e solo, con sopra il capo una scritta in tre lingue – che tutti sapessero! – Costui è il re dei Giudei. E pensare che credevano d’essere ironici…

Cristo Re  Lc 23, 35-43  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+23%2C+35-43&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Amiguitos

dscn4799Dopo la morte sarà come tu vuoi, come tu immagini che sia. Se credi che in cielo ci si contendano le donne, così sarà il tuo cielo. Alla lunga diverrà noioso, ti parrà infatti d’essere ancora in terra, non risorto, non giudicato degno della vita futura. Se invece, come questi bimbi boliviani, credi che ‘todos somos amiguitos’ e degni di vita, ti sveglierai in un paradiso di relazioni senza contrasti e ti accorgerai d’esser figlio della risurrezione.

Lc 20, 27-40  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+20%2C+27-40&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Le tre doti

dscf7438L’invidia è una brutta bestia, oltre che un vizio capitale, ma è davvero difficile non invidiare quella gente che lo ascoltava e pendeva dalle sua labbra. Sapeva davvero parlare, Gesù di Nazaret. Noi non ne abbiamo che una vaga idea. Il maestro univa tre doti che è rarissimo trovare contemporaneamente in un oratore, chiunque sia. Anzitutto: tenere costante l’attenzione di chi ascolta o – addirittura – farla crescere parlando. Secondo: parlare in modo tale che chi ascolta sia in grado di ricordare quanto detto a distanza di tempo. Da ultimo, ma fondamentale: quanto si dice deve valer la pena di essere detto. Ahimè, spesso i santi annoiano, le cattiverie si ricordano e gli idioti incantano.

Lc 19, 45-48  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+19%2C+45-48&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

Dal ridere

dscf8073Ciò che è inconsueto fa notizia. Per questo restarono molto scossi vedendolo piangere alla vista di Gerusalemme. Le sue parole poi, li colpirono ancora di più: Non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata, mormorava tra sé come un uomo rifiutato. Molti anni più tardi le avrebbero trascritte nei vangeli, tanto ne era viva la memoria, tanto era stato strano vederlo così distrutto. Di solito era allegro, sereno, spiritoso. Quel giorno il suo pianto fece notizia, fino a noi. Erano sì abituati a vederlo piangere, ma dal ridere.

Lc 19, 41-44  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+19%2C+41-44&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Quassù

2016-11-15-21-22-022.jpg.jpegSali quassù e guarda il cielo dall’alto. Non per infischiartene di chi sta sotto e fatica sulla terra, già lo fanno in troppi. Sali  quassù e guarda, fatti prendere dallo Spirito e sali per capire meglio cosa fare, quale sia la mossa migliore per rischiarare la terra e calmare le tempeste. Sali quassù da lì dove sei, mentre fatichi in ufficio o ti spazientisci con i figli. Salì quassù dall’ospedale, dal sedile dell’auto o dai corridoi del supermercato, sali in Spirito. Chiudi gli occhi e sali e ripeti anche tu con il coro del cielo: O Signore, tu hai creato tutte le cose, gloria a te! Sono continui brevissimi atti di preghiera, di presenza, di connessione alla Luce di Dio. Quando scenderai sarà tutto diverso, conoscerai le cose che devono accadere in seguito: saprai che fare.

Ap 4, 1-11 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=ap+4%2C+1-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Persino le scimmie

nagano_singes1A Jigokudani, sulle montagne giapponesi, l’inverno è rigido. Le scimmie hanno imparato a trascorrerlo immerse nelle calde e fumanti acque delle sorgenti termali, tra i ghiacci. Quelle di Laodicea e Pammukale, nell’attuale Turchia, sono invece acque tiepide, né fredde né calde. Un tempo a Laodicea ci si recava pure per le cure oftalmiche e i suoi costosi colliri. Da qui le sferzanti parole che il Signore dell’Apocalisse indirizza ai cristiani di quella città: Magari tu fossi freddo o caldo! Ma sei tiepido e mi dai la nausea. Ti consiglio di comprare da me collirio per recuperare la vista! Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Se invece sei un tiepido, non farai nemmeno lo sforzo di alzarti ad aprire. Nulla nella tua vita varrà la pena di esser vissuto, nessuno varrà la fatica di esser conosciuto. L’indifferenza regnerà sovrana in te e persino le scimmie ti bagneranno il naso.

Ap 3, 14-20 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=ap+3%2C+14-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

foto: https://www.japan-experience.it/citta-nagano

Lo voglio!

dscf6763“Voglio vedere di nuovo! Ecco cosa voglio. Non altro, non ora. Io voglio solo vederci”. Fu la consapevolezza del suo desiderio che lo portò ad aver fede certa. E questa fede certa lo guarì. E quando ci vide, incontrò i suoi occhi che lo fissavano. La tua fede – non la mia magìa – ti ha salvato dal buio, gli disse Gesù. Prima gli aveva domandato cosa volesse, perché non è per nulla certo che un cieco desideri veramente guarire. Siamo tutti un po’ ciechi e spesso ci rimane oscuro ciò che realmente desideriamo. Cosa vuoi che io faccia per te? domandiamo a noi stessi. E quando la risposta è chiara, la guarigione è vicina.

Lc 18, 35-43  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+18%2C+35-43&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Non c’è lunga notte che possa

img_20150120_144701E’ vero, non bisognerebbe scattare foto col cellulare mentre si guida in autostrada. Ma quando il commento alla parola profetica di Malachìa lo trovi scritto sulla sponda di un camion, cadi in tentazione e cedi. Tutti i superbi e gli ingiusti saranno come paglia. Per voi sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia. Non c’è male, non c’è buio, da cui non si possa uscire. Purchè non si commetta l’errore di contar solo sulle proprie forze, ma si usi la propria forza per lasciar fare a Dio. Allora sorgerà un sole per te ad ogni angolo della strada, ad ogni svolta del cammino. Allora entrerai in risonanza con Lui e lo vedrai all’opera mandarti segni di tenerezza ad ogni istante, strizzarti l’occhio come un allenatore a bordo campo, fiero di te, felice che tu ce la metta tutta. Lo troverai scritto nella cella di un carcere o su un muro di periferia. Lo leggerai persino nel traffico, quando meno te l’aspetti e, pensieroso e stanco, torni a casa dal lavoro: non c’è lunga notte che possa fermare il sorgere del sole.

Ml 3, 19-20 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=ml+3%2C+19-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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