Per far si che rimanessimo come Lui, a sua immagine, Dio mise nelle nostre mani uno specchio, così che di tanto in tanto ci potessimo dare un’aggiustatina, riprendere bellezza e correggere qualche macchia. Questo specchio fu chiamato la Legge, la Legge di Dio. E Dio è Amore. Ma, come dei ragazzini a scuola che giocano a riflettere il sole in viso ai compagni, così uomini e donne spesso usano lo specchio santo della Legge di Dio non per specchiar se stessi, ma per puntarlo contro gli altri. Abbiamo sorpreso questa donna…e di lei la Legge dice che deve essere lapidata. Lei lì, nel mezzo, sola. Loro attorno a lei, con la Legge in mano, a riflettere condanne sulle sue colpe. Donne come questa vanno lapidate! Non ti uccido con la spada, non ti tocco nemmeno per ammazzarti. Mi devi stare lontano, persino mentre muori. Via tutti questi scarti…che muoiano lontano! Ma che vittoria quel giorno quando, cominciando dai più anziani (che di solito son gli ultimi a farlo), tutti cambiarono idea. Tutti si resero conto che la Legge era data a ciascuno perché guardasse se stesso e non gli altri. Specchio per la propria anima, non strumento di accusa e di condanna altrui. Nessuno ti ha condannata? Nessuno Signore.
Gv 8, 1-11