Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Rimprovero? No. Constatazione. Guardatevi, conoscetevi: siete persone in cerca di cibo, siete affamati, sempre alla ricerca di qualcosa che vi sazi. E dunque? Gesù invita forse quella gente a cambiare, a smettere di cercare cibo, a diventare diversa? Assolutamente no, anzi. Siete cercatori di cibo? Bene, non cambiate! Inutile forzare e sopprimere la vostra natura: se hai fame non puoi convincerti di esser sazio. Però ti invito a cambiare il tipo di cibo che cerchi! Datevi da fare per il cibo che rimane, non per il cibo che non dura. Forse ce lo siamo dimenticati, ma il Vangelo non forza mai la nostra natura. La trasforma. Sei pescatore? Lo resterai per sempre, ma pescherai anche uomini. Sei mia madre? Lo resterai per sempre, ma sarai madre anche dei miei discepoli. La nostra non è la religione delle mortificazioni, Gesù non è venuto a mortificare la nostra identità ma a vivificarla e portarla a piena maturazione. Ad una mela acerba sull’albero chiederemmo di diventare uva o di maturare? Mangiamo dunque, mangiamo per crescere! Mangiamo Vangelo ed Eucarestia.
Gv 6,22-29
