Trinità

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Cercavo un’immagine della SS.Trinità e mi sono imbattuto in questo affresco. Non vi è traccia di Trinità… Del resto è come la vita: tu cerchi Dio, ma non vedi altro che un’umanità sofferente. Gesù in croce, morto. Nessuna traccia di Padre e Spirito.

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“Dov’è Dio?” pare chiederti questa madre, che ti guarda perplessa, con la sua veste rossa d’amore ormai ricoperta da un manto marrone come la terra che coprirà suo figlio. Che dire a questa donna? Dov’è la Trinità?

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“Perché? Perché?” grida la ragazza bionda che abbraccia il legno della croce. E’ disperata, ti dà le spalle, nemmeno ti vede, fissa i piedi distrutti di colui che ama. Dov’è la Trinità d’Amore?

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L’apostolo è in piedi ma pare morto: il vestito color verde marcio, simbolo di morte, il volto e le mani grige. A confronto Gesù in croce pare vivo! Eppure questo giovane dai capelli d’oro, ucciso dal dolore, è ricoperto dal manto rosso dell’Amore divino: ora tocca a lui rivestirsi della veste di Cristo e continuare. Fissa la ragazza disperata: cosa le dirò? Come ripartire?

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Sulla croce Gesù è martoriato ma pare sorridere. Si dice che Gesù spirò, ma giustamente il nostro affresco lo mostra coi polmoni pieni. Così si muore in croce, soffocati perché non si riesce ad emettere aria. Giovanni dice che Gesù emise lo Spirito. Non l’aria, che trattenne, ma lo Spirito che donò. Dal suo fianco uscì acqua e Giovanni ne fu colpito: anche da morto il Maestro ci battezza, ci dona lo Spirito. Nell’affresco allora lo Spirito c’è! E dove sarà il Padre, se non c’è che buio e nero ad avvolgere la croce? Dio mio, perché mi ha abbandonato? dirà Gesù morente, ripetendo le parole del salmo. Gesù, mostraci il Padre e ci basta, aveva chiesto Filippo la sera prima. Mostraci il Padre, questo Padre di cui sempre parli e che mai nessuno ha visto. Filippo, chi vede me vede il Padre. Io sono nel Padre e il Padre è in me. Trinità, invisibilmente presente in ogni croce.

 

 

Festa della Santissima Trinità, affresco di Michelino da Besozzo, XV sec, Eremo San Salvatore – Erba

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