Fede

Non è la prima volta che Gesù riporta in vita un morto, ma è l’unica volta che gli viene chiesto in questo modo. Nessuna sfumatura, nemmeno uno spazio alla commozione o all’iniziativa di Gesù. Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la mano su di lei e vivrà. A parlare così è uno dei capi della sinagoga, prostrato nella casa impura del pubblicano Matteo dove Gesù sta mangiando circondato da gentaglia. Nessuna speranza possibile per questo padre. Pura fede. Certezza assoluta che lui interverrà. La risposta di Gesù è altrettanto diretta. Non una parola ma un’azione: Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli, forse a sua volta risvegliato (così letteralmente) da questa fede assoluta. Una fede così determinata che diventa buffa per chi non capisce nulla. Si erano tutti trattenuti quando avevano visto partire quell’uomo disperato e risoluto al contempo. Ora, alle parole di Gesù che dice non è morta, si lasciano andare e si sfogano: lo deridevano. Deridevano Gesù e con lui quel padre che credeva. Ma egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. Pura fede. Assoluta fiducia.

Mt 9, 18-26

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