Come tutte le parabole ti cattura, ti trascina e coinvolge nella storia, ti fa parteggiare per qualcuno e, alla fine, anche tu esclami “non è giusto!” quando vedi che a ciascuno viene data la stessa paga, poco o tanto che abbia lavorato. Ma il cambio di scena è in finale, nelle parole del padrone: io posso fare delle mie cose quello che voglio e io sono buono. Non stiamo quindi parlando di paghe e contratti né di equità sindacale. Qui si parla di bontà, d’amore. E l’amore è sempre uno, come la moneta data a ciascuno. Non quantificabile amore, non divisibile. Amore sempre infinito.
Mt 20, 1-16