Troppo sicuro della fedeltà di Maria per poterlo anche solo immaginare, eppure era lì da vedere: Maria era incinta. Era stato tradito. Eppure Giuseppe, proprio in quel buio, si scoprì molto più che innamorato: scoprì d’amare profondamente quella ragazza. Fu allora che, pur essendo giusto (rispettoso delle regole), decise di rischiare del suo, di andare contro la Legge religiosa e di non accusarla pubblicamente (esponendola al femminicidio legale della lapidazione) ma di limitarsi a ripudiarla in segreto, salvandole la vita e il figlio illegittimo che portava in sé. La vita di Maria e di Gesù fu salvata dalla libertà di coscienza di questo ragazzo. Fu però un angelo a salvare Giuseppe, a dargli ragione e spiegazione di tutto. Intervenne dopo aver visto tanto amore. Adesso i conti tornavano! Adesso sì che tutto era chiaro! “L’avevo detto, io, che non avrebbe mai potuto farlo! Ci avrei scommesso che non mi aveva tradito con un altro!”. Maria non era diversa da ciò che aveva sempre creduto. Fu più semplice credere all’angelo che al tradimento. Con una battuta volgare: per Giuseppe fu più facile scoprire di avere le ali che accettare di avere le corna. Chissà se di tutto questo Giuseppe parlò a Gesù, magari sedicenne, che lo ascoltava imparando l’amore che non cede nemmeno al tradimento. Non lo sappiamo. Sta però scritto che diede sé stesso non in una notte qualunque, ma nella notte in cui fu tradito.
Mt 1, 18-24
