Segreti di meditazione

Scendendo dal monte dove, con Pietro, Giacomo e Giovanni, Gesù aveva vissuto l’esperienza fortissima della Trasfigurazione, ordinò loro di non raccontarlo a nessuno. Cosa era accaduto su quel monte da indurre Gesù a chiedere il segreto? Riti magici per pochi scelti? No. Semplicemente un’esperienza di preghiera. Non certo la recita forsennata di preghiere distratte, qui si tratta di preghiera meditativa, di discesa in se stessi per incontrare la Luce divina che abita in noi. La preghiera, intesa come meditazione guidata dallo Spirito, apre le porte all’Aldilà e consente il contatto con chi già lo abita. Apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Una preghiera così fatta non può che avere riflessi positivi anche sulla realtà fisica caricandola di pace e luminosità. Le sue vesti divennero splendenti, bianchissime. Ma come raccontare i dialoghi col Cielo, come descrivere l’intreccio di segni e di sogni, le richieste e le risposte, senza essere fraintesi o banalizzati, senza rischiare di venire spenti dall’incredulità di chi ci ascolta? Meglio non raccontarlo a nessuno. Le intuizioni e le esperienze di preghiera non sono da “postare” online, impossibile cliccare “condividi”. Meglio conservarle nelle segrete stanze del cuore.

Mc 9, 1-9

2015-02-10 23.13.42

 

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