Accadono cose impensabili prima. Siamo negli Atti degli Apostoli, dopo la Resurrezione, dopo la Pentecoste. Ecco un uomo, etiope ed eunuco, due buone ragioni per cui la Legge non gli avrebbe mai consentito di far parte della comunità degli israeliti praticanti. Lui quindi la Bibbia se la leggeva da solo e a Filippo, che gli domanda se capisce, risponde candido: “Come potrei capire se nessuno mi guida?” e invita Filippo a salire sul carro e a sedere accanto a lui. Questo “pagano” sta leggendo Isaia e chiede spiegazioni al diacono. E Filippo, partendo da quel passo della Scrittura, annuncia a lui Gesù. Gli avesse chiesto di guidare il carro, Filippo ovviamente sarebbe partito da lì dov’era. Fa lo stesso con la Bibbia: parte da quel passo dov’era giunto a leggere quell’uomo. Da lì proseguono insieme, con naturalezza. Ogni punto è buono per cominciare ad annunciare Gesù. E l’eunuco esclama: “Ecco dell’acqua, che cosa impedisce che io sia battezzato?”. E Filippo lo battezzò. E…le carte? E il certificato di Battesimo? Lo stai leggendo.
