Eravamo un piccolo gruppo, a Mileto, il porto da cui Paolo partì e in cui pronunciò queste parole. Pareva di sentire il mare, i gabbiani, il beccheggio delle barche ormeggiate e pronte a salpare. Il vento ci veniva incontro da dietro le dune di erba verde portando l’odore di salsedine. Raggiunta la cima della duna ecco il mare e le onde. Onde di erba alta e verde mossa dal vento. Nei secoli il fiume ha riempito il porto e spostato altrove la riva. Uno dei due leoni di pietra che facevano la guardia, agli estremi dei moli, ancora fissa il mare con nostalgia, emergendo tra l’erba. Tutto passa. Resta l’amore. Tutto si cancella, restano gli uomini che non si lasciano guidare dalla rigidità delle norme, dalla paura di deludere o di non esser compresi. Restano le scelte di chi si lascia ‘costringere’ solo dallo Spirito di Dio che abita nella propria coscienza. Chi giunge a una tale consapevolezza della propria unione con Dio in sé da dire, come Paolo, “Vado a Gerusalemme, costretto dallo Spirito”. Come una nave che, preso il vento, non può star ferma.
