“E ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia, che ha la potenza di edificare”. Paolo conclude così il suo “testamento”, sul molo di Mileto. Il suo è un grande atto di fede. Crede fermamente che nei suoi giovani discepoli, nel cuore di quella gente che lui ama tanto, risiede una forza che li può costruire, edificare, far diventare degli edifici stabili. Non serve che lui li sostenga a vita, come un muro cadente o troppo fresco. Saranno sostenuti dalla potenza di Dio che abita in loro. Crede nella forza divina che loro stessi possiedono. E così non se ne va preoccupato e teso, ma li affida, come chi lancia in mare il messaggio nella bottiglia, sicuro che verrà raccolto. Come chi prega e affida a Dio i suoi sogni e desideri, certo che saranno ascoltati. Come e quando, è affare di Dio. E lo accompagnarono fino alla nave.
