Chiamati a sé i dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni sorta di malattie e infermità. Cosa vuol dire dare potere sul male e come sarà mai avvenuta questa consegna? Un rito, un distintivo, una formula segreta, un giuramento? Probabilmente nulla di tutto ciò. Dare potere sul male significa insegnare ad affrontarlo, anzitutto in sé stessi e poi negli altri. Nella pagina precedente a questa, leggiamo che Gesù sentì compassione della folla. Nella pagina seguente leggeremo che raccomandò ai suoi di uscire dalla casa che non li avrebbe accolti scuotendo dai piedi la sua polvere. Ecco come affrontare il male, la sofferenza e la malvagità: compassione e distanza. La compassione ci aiuta a vedere il mondo con gli occhi dell’altro, capirne le scelte, gli errori, le paure. Essa è la forza femminile che lascia entrare in noi la vicenda altrui. L’uscire dalla casa e scuoterne la polvere è il sapersi distanziare dall’altro, il percepirsi come soggetti unici, con una identità definita. Essa è la forza maschile che ci difende dal dissanguamento energetico e stabilisce un limite oltre il quale sarebbe insano e inutile farsi fagocitare dalle sofferenze altrui. L’equilibrio di queste due forze, presenti in ogni persona, conferisce potere sul male. Ciò che è importante è non presumere di possedere equilibrio stabile…
Mt 10, 1-7 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+10%2C+1-7&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1