Non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre…Misteriose queste parole di Gesù e certamente avrebbero l’effetto di un pugno allo stomaco se lette fuori dal contesto più ampio delle varie “raccomandazioni” fatte ai suoi prima di inviarli. Chissà, forse fanno parte di quelle parole che Gesù ha pronunciato un po’ in anticipo sui suoi tempi e anche sui nostri. Facendo un passo indietro e lasciandole scendere in noi, ci lasceranno un senso di grande serenità e ammirazione. Sono venuto a separarti dal contesto psico fisico in cui sei cresciuto. Sono venuto a restituirti una identità tutta tua. Sono venuto a liberarti non tanto dai tuoi, ma dalla dipendenza da loro, dalla paura di agire deludendoli. Io ti parlo nel profondo della tua anima, dove tu mi incontri ogni volta che mediti o preghi fosse solo per un istante, e non c’è voce altrui che possa sostituirsi alla mia voce in te. Sono venuto a separarti dalla massa, a darti unicità. Sei una singola identità unica, irripetibile e insostituibile. Accordo unico, il nostro, nello spartito del cosmo.
Mt 10, 34 – 11, 1 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mt+10%2C+34-11%2C1&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1
