Giunti al penultimo campo e viste le condizioni ottimali del tempo, gli alpinisti europei si preparavano a riprendere velocemente il cammino d’avvicinamento ma gli sherpa non si muovevano. “Che succede? Forza! In piedi!”. Quelli, tranquilli, risposero: “I nostri corpi sono arrivati, ma le nostre anime sono ancora in cammino. Non possiamo partire ora”. Gesù ha inviato i suoi come portatori di una buona notizia, come sherpa del regno di Dio. Ora che sono tornati, si siedono attorno a lui e riferiscono tutto quello che hanno fatto e insegnato. Lui ascolta e non pone nemmeno una domanda. Nemmeno il classico “Cos’è stata la cosa più bella?” che tutti ci siamo sentiti chiedere (o abbiamo chiesto) al ritorno dal campeggio, dalla missione o dalla vacanza studio. Dice tutt’altro: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’”. Sapeva bene che le loro anime erano ancora in cammino, chissà dove, chissà con chi. Bentornato figlio! Vieni qui, riposati. Dopo parleremo…

il fiume Dnepr – Ucraina. Da qui ebbe inizio l’evangelizzazione della terra russa