Voleva solo vederlo, come tutti. Non pretendeva d’esser notato, sapeva pure lui di non avere le carte in regola. Esser capo dei pubblicani comportava la scomunica automatica in quanto pubblici peccatori: nessuna comunione di altare o di mensa con loro. Voleva solo vederlo e lo vide. E fu visto. Ma quel veloce incrocio di sguardi divenne sorriso, poi invito, poi pranzo. E il pranzo divenne parole e confidenze e cuore che si scioglie. E poi, dopo aver visto il Nazareno ed esser stato visto da lui, Zaccheo vide ancora, vide altro. Vide il male compiuto, la gente ingannata, i soldi rubati, le tangenti pagate. Vide il suo volto da bambino e quello di sua madre, vide i suoi avi e i loro sorrisi e vide, vide ancora i suoi amori e sua moglie e le vedove impoverite dalla sua cupidigia. E vide, vide ancora, vide la cosa più importante: vide cosa fare per riparare. “Ecco, restituisco quattro volte tanto e do la metà ai poveri”. E tutto avvenne non a seguito di condanne, quelle c’erano già state. Avvenne invece a causa di un sorriso d’accoglienza: “Oggi devo fermarmi a casa tua”.
