Liberante come fuoco

DSCF9675Aveva cercato, si era interrogato, aveva ascoltato la voce sottilissima che gli parlava. A volte la udiva meditando in silenzio nella natura, contemplandone voci e colori. Gli parlava anche attraverso gli altri: un incontro casuale, una frase colta al mercato, un dialogo a due. Altre volte si faceva sentire emergendo, quasi in controluce, dalle pergamene sacre delle Scritture. Ma lui stesso, Gesù, non sapeva distinguere esattamente chi e dove gli avesse distintamente fatto cogliere la Voce. Il suo era sì un ascoltare, ma non teso e ansioso come chi attende una notizia da una radio gracchiante. Era più un intessere. Intesseva le varie voci, le metteva in dialogo. La domanda posta dalla Scrittura trovava così risposta nel bimbo che gridava in piazza. L’inquietudine suscitata da una tempesta era placata dal profumo sereno di un fiore. E alla fine era giunto a capire, a udire, a sapere perché era caduto come un fuoco sulla terra. Quel giorno in sinagoga lesse e disse: “Lo Spirito mi ha mandato a portare libertà…”.

Lc 1, 1-4; 4, 14-21   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+4%2C+14-21+++&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

 

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