In me una legione

DSCF7571“Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti”. Uomo da più personalità e dai comportamenti contraddittori, ‘viveva’ tra le tombe, minacciava tutti percuotendo se stesso. Nessuno riusciva a tenerlo legato, nessuno riusciva più a domarlo. Gesù stesso non fa che aizzare la sua rabbia ordinando ai suoi demoni di lasciarlo. Allora cambia tattica, non più frontale, non più imperativa. “Qual è il tuo nome?”, gli domanda tranquillo. E tutto, da quell’istante, cambia. La liberazione inizia con la semplice consapevolezza che un male ci agita, trovando qualcuno che ci chiede il nostro nome, il nome delle nostre ferite. Finchè saremo circondati da volonterosi che, desiderando vederci tranquilli, ci legheranno impedendoci di urlare il dolore, la nostra sarà una vita tra tombe di rabbia esplosiva.

Mc 5, 1-20   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=mc+5%2C+1-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

in foto: Arcabàs, L’indemoniato geraseno, particolare.

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