Oggi festa della “candelora”, col vecchio Simeone che proclama Gesù bambino Luce delle genti. Domani festa del vescovo San Biagio, protettore della gola per aver salvato la vita a un bimbo (un po’ vorace) che aveva inghiottito una lisca di pesce. Ma ecco un ibrido liturgico: nelle chiese, a fine Messa, la gola sarà benedetta poggiandola su due candele incrociate. Luce alla gola. Tradizioni per vecchi? Superstizioni alla naftalina? Prima di buttarle via, è bene sapere che in altre tradizioni spirituali la gola assume pari importanza. Segno della voce e della parola pronunciata, la gola è considerata lo snodo dell’energia ‘maschile’ della decisione, della esternazione della volontà, della definizione e delimitazione di un progetto concreto. Le energie ‘femminili’ delle sensazioni e delle intuizioni resterebbero vaganti e indefinite senza una voce che le trasformi in parole che vibrano nelle corde vocali e risuonano ai timpani degli altri. Del resto sta scritto che il Verbo eterno si fece carne tra noi.