Creava ponti volando da un regno all’altro, da questo mondo all’altro. Tutti i suoi sforzi puntavano a far entrare nell’altra dimensione, a vivere ciò che lui stesso sperimentava. Aveva passato intere giornate e mesi insegnando e praticando la preghiera interiore, quella che dà accesso all’aldilà rimanendo vivi nell’aldiquà. I suoi avevano sperimentato la bellezza di questa forza che spalancava orizzonti infiniti nelle loro vite quotidiane. Vi era chi restava rigido, freddo, distante. “Dove io vado, voi non potete venire”, diceva loro, nella speranza che si svegliassero e non si perdessero tanta bellezza.