Sentiremo spesso dire, dallo stesso Gesù, che bisognava che il Cristo soffrisse. Vale a dire ‘giocoforza che accadesse così’. Quando si compie il bene, si affronta il male. Bisogna scegliere: o si forzano i giochi o si ha forza di giocare. O si oppone violenza a violenza, o si reagisce alla violenza giocando. Lui fece il suo gioco, non il loro. Scelse e insegnò a sorridere e cantare in ogni difficoltà. Lo inchiodarono alla croce mentre sorrideva e pregava per loro il Padre. Morì cantando i salmi con la voce che gli restava. A chi lo supplicava abbozzò un sorriso e promise il cielo. E, se li avessimo incrociati, avremmo visto i suoi occhi ancora pieni di voglia di ridere.
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