No, non si tratta solo di ricordare, non è la commemorazione del passato. Si tratta di rivivere: questo giorno sarà per voi un memoriale. Tu, ebreo che mangi l’agnello di Pasqua e benedici i calici e i pani azzimi, tu ‘sei’ i tuoi padri in fuga dall’Egitto e ‘stai’ fuggendo con loro. Tu, cristiano che senti pronunciare le parole “Questo è il mio corpo, che è per voi”, tu ‘sei’ nel cenacolo con Gesù ed è lui che sta parlando. La preghiera annulla spazio e tempo, tutto in Dio è al presente e tu rivivi ciò che celebri. E’ sacramento, non è semplice ricordo. E così avverrà di te, se lo vorrai. Da come entri nelle gioie e nei dolori, da come lavi i piedi al povero, chi ti incontrerà non troverà una persona che parla di Vangelo, ma che ‘fa’ Vangelo. Non troverà qualcuno che proclama la propria fede, ma che crede all’amore. Sarai tu stesso un sacramento quando chi incontrerà la tua vita esclamerà: “Dio esiste ed è amore!”.
letture del giovedì santo http://www.laparola.it/laparoladioggi.php
Foto Andrea I.