Alcuni dicono che, più che uomini, siamo calamite. Ognuno attira ciò di cui è fatto e ognuno è fatto di ciò che ha sperimentato. Restiamo segnati da ogni esperienza in un misto di bianco e nero, vita e morte, bene e male. Dunque il bene sperimentato resta e ne attira altro. Chi ha vissuto e vive il male e il dolore ne è ricolmo e dunque ne attira di simile. Chi non crede al Figlio è già dunque condannato a rimanere nello stato in cui si trova. Chi invece crede non è condannato ma salvato. Ha la possibilità di interrompere l’eterno circolo in cui è intrappolato e salvarsi. Il Figlio di Dio è venuto nel mondo perché il mondo sia salvato.