Si ha spesso la netta sensazione che Dio stia voltato di spalle dedicando le sue cure ad altro e ad altri. Che abbia messo il muso? Che sia arrabbiato? Dev’essere proprio così, altrimenti non ci spiegheremmo come mai tutti i mali capitano a noi. E’ cosa certa: siamo sotto l’influenza nefasta dell’ira di Dio. Non ci passa per la testa di pensare che – lo dicevamo ieri – è il male che vive in noi a calamitarne altro e troviamo più semplice attribuirlo a Dio e alla sua ira. In realtà Dio non si arrabbia, non può. Dio è amore immutabile e non può diventare diverso da se stesso. Siamo noi che parliamo di Lui come se fosse soggetto a sbalzi d’umore umano e appartenesse alla terra. Il Figlio è venuto a salvarci da questa visione, a dare lo Spirito senza misura. Ma chi non lo ascolta e non gli crede, rimane convinto di vivere sotto la cappa soffocante dell’ira di Dio. Resta schiacciato dalla religiosità del castigo e della maledizione di un Dio adirato e vive sentendosi maledetto e abbandonato. Un vero peccato, dato che Dio non è assolutamente così.