Problema. Con 200 denari Filippo riesce a comprare un pezzo di pane a 5000 uomini. Se Maria spende 300 denari, quanti pezzi di pane avrà a disposizione?
“Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?”. Queste parole sono ancora fresche nella nostra memoria. Le pronunciò Giuda sei giorni prima della Pasqua, mentre Maria cospargeva di nardo purissimo i piedi di Gesù. Ecco ora, leggendo a ritroso il vangelo di Giovanni, ci imbattiamo in un’altra valutazione economica. Questa volta è Filippo a valutare: “Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo” e sappiamo che parla di circa cinquemila uomini. Il calcolo è presto fatto: Maria, a Betania, versò in profumo sui piedi di Gesù l’equivalente di 7500 pezzi di pane. Aveva ragione Giuda a definire tutto ciò uno spreco? Forse Maria ricordava le parole di Gesù: “Io sono il pane della vita”. Solo la comunione con Il Pane, con Gesù, rende possibile ogni miracolo. Viceversa è un affannarsi a calcolare le spese e i fondi che non bastano mai.