Aveva consegnato un messaggio così liberante, così di ampie vedute, così universalmente accogliente, che persino chi l’aveva udito coi propri orecchi stentava a crederlo. Dio non può essere così semplice, dovrà pur esserci qualcosa di impossibile! Abbiamo impiegato millenni a comprendere e custodire la Scrittura e, ora che si presentano dei pagani entusiasti di Gesù, noi non dovremmo far altro che accoglierli? Non devono studiar l’ebraico o seguire l’alimentazione ‘kosher’? Non gli chiediamo di circoncidersi, vestire come noi, pregare col tallìt sulle spalle e la kippah in capo? Insomma, si immergono nell’acqua e nulla più? Il Levitico, il codice di purità, i sacrifici al tempio… come nulla fosse? “Il messaggio di Gesù è proprio questo – disse Pietro – che cioè tutto ciò ha fatto il suo tempo. Non più attraverso i precetti ma attraverso la grazia e la fede siamo salvati. Tutti, senza alcuna discriminazione”. Giacomo aggiunse: “Ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio” e Pietro, sorridendo, precisò: “…con pesi che né i nostri padri né noi siamo stati in grado di portare”. Questi grandi ebrei, veri discepoli di Gesù, non confusero ‘evangelizzare’ con ‘giudaizzare’ né tantomeno con ‘romanizzare’…