Aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto e per questo questo scoppiarono a piangere. La sua presenza trasmetteva sicurezza e dava pace. Aveva insegnato loro a guardare le cose dall’alto, a prendere la vita come un lungo e bellissimo viaggio. Alla lunga, persino i suoi rimproveri li facevano sentire importanti ai suoi occhi. Sapevano di essere amati. Con lui si sentivano salvati. Forse qualcuno tentò di convincerlo a restare, altri invece capirono: la vela non può vivere senza vento e lui, Paolo, era una vela tesa dallo Spirito infinito. E lo accompagnarono fino alla nave.
in foto: La vela, acquarello di Alberto B.