Un giorno forse me lo dirai, con quali parole sulle labbra ti eri addormentato quella sera, incatenato in una cella. Forse nel sonno piangevi, vedevi la tua bimba e la tua sposa e temevi per loro. Vedevi Gesù in catene, rivedevi i suoi occhi mentre, legato tra gli sbirri, lo portavano via e ti fissava. Forse un giorno me lo dirai se sognavi angeli, se speravi in un miracolo o se invece ti preoccupavi per loro, gli altri, quelli di cui non avevi più notizie. Mi farai conoscere la giovane serva che, udendo la tua voce nella notte mentre bussavi forte, ti lasciò fuori come un fesso e corse a chiamare gli altri. Quante risate, in seguito, raccontandolo! Perfino noi ci sorridiamo ancora. E poi perché non rimanesti e te ne uscisti nella notte verso un altro luogo? Forse ti sentivi seguito e non volevi metter tutti a rischio. Forse invece andasti al sepolcro o al Getsemani o da lei. Sì, forse corresti da lei e dalla piccola, a vedere se stavano bene, a rassicurarle. Quanto mai ti avevano raggiunto a Gerusalemme… Fatto evadere da un angelo, corri libero da solo nella notte. Così ti immagino stasera.
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foto: vicoli di Roma